Sabato 05 giugno 2010
L 'annullamento da parte del prefetto di Cagliari dei primi verbali dell'autovelox di Monastir, dà vigore alla rivolta contro il dispositivo installato quasi un anno fa dalla Polizia locale lungo la Statale 131.
A condurre la crociata contro le multe elettroniche è la Casa dei diritti-Zona deprecarizzata, un'associazione alla quale hanno aderito alcune centinaia di automobilisti che si sono visti arrivare a casa la sanzione per eccesso di velocità. Nei giorni scorsi, durante l'incontro con alcune decine di multati, l'associazione ha ribadito che - secondo i propri responsabili - le sanzioni inviate sulla base delle rilevazioni dell'autovelox fisso installato lungo la Carlo Felice, sarebbero illegittime perché non rispetterebbero il principio della prevenzione. «Il sistema elettronico dovrebbe avere l'obiettivo di fare prevenzione, quindi di ottenere il risultato di zero multe, perché gli automobilisti dovrebbero essere indotti a rispettare il limite di velocità: solo così il principio della prevenzione sarebbe salvo», ha detto Renato Chiesa, uno dei legali dell'associazione, che ha istruito le decine di multati intervenuti all'incontro sulle modalità di presentazione dei ricorsi per l'annullamento delle sanzioni. «Il mio consiglio è presentare il ricorso al prefetto, in modo da conservare la possibilità, in caso di bocciatura, di rivolgersi successivamente al Giudice di pace», è stato il suggerimento del legale agli immortalati dell'autovelox.
Fra loro c'è anche un giovane di Sardara, che in quindici giorni è incorso in diverse infrazioni. Gli sono costate, a parte le sanzioni pecuniarie, 45 punti complessivi sottratti dalla patente. Per lui, come per altre centinaia di multati, la strada del ricorso per evitare di pagare ha ora il precedente incoraggiante dei primi ventitré verbali annullati dal prefetto.
«I ricorsi relativi ai verbali sono da intendersi accolti», si legge nel decreto prefettizio che richiama l'articolo 204 del Codice della strada, con il quale si fissa in centoventi giorni dalla data di ricezione degli atti il termine per la conferma della sanzione. Nulla di sostanziale, insomma. «Il principio è quello del silenzio-assenso», spiega il legale della Casa dei diritti-Zona deprecarizzata, l'associazione che a Monastir ha raccolto l'appoggio del segretario cittadino del Partito democratico Sandro Marotto nella lotta all'autovelox.
«Siamo per la prevenzione, non per la repressione. L'autovelox, così come è stato sistemato, è una spada di Damocle per gli automobilisti», sostiene Marotto. Stizzita la replica del sindaco di Monastir, appena confermato: «Affermazioni del genere non meriterebbero risposta», dice Ignazio Puddu, che ribadisce il carattere preventivo dell'operazione: «Altro che fare cassa: noi puntiamo alla sicurezza dei cittadini e crediamo che l'obiettivo sia stato raggiunto».
IGNAZIO PILLOSU